GLI OBIETTIVI

Il progetto si pone come obiettivi:

1. un’inedita ricognizione accurata ed aggiornata di tutte le esperienze di “spettacolo” utilizzate come antidoto contro il disagio sociale realizzate in Italia (con cenni anche alle esperienze all’estero): questa attività esplorativa costituisce la base del “rapporto annuale” e del sito web “in-progress”, che informa dell’evoluzione dell’attività di ricerca;

2. l’elaborazione di un Rapporto di Ricerca, destinato a divenire una pubblicazione annuale (il “Rapporto annuale sulla cultura dello spettacolo come antidoto al disagio sociale”), e la redazione di un sito web che informi sull’evoluzione del progetto, nella prospettiva di un “Osservatorio” permanente;

3. l’organizzazione di un Festival delle Eccellenze nel Sociale, che metta in scena spettacoli e dibattiti, consentendo di stimolare una disseminazione culturale e politica delle questioni affrontate, facendole fuoriuscire dal perimetro delle rispettive comunità di riferimento, per comprendere la loro centralità all’interno di un rinnovato concetto di emancipazione sociale e di “welfare”;

4. l’identificazione dei casi di eccellenza e la elaborazione di possibili ed articolati “modelli di riferimento”, che possano essere ottimizzati dalle istituzioni competenti (iniziando dai dicasteri più direttamente interessati e dalle Regioni), anche attraverso norme “ad hoc”, a livello nazionale e territoriale, ed attraverso campagne di comunicazione istituzionale e sensibilizzazione sociale.

Tra gli obiettivi di più ampio respiro del progetto SACD, si pone anche il contributo tecnico all’elaborazione di normative (nazionali e regionali) che prestino adeguata sensibilità alle iniziative culturali e di spettacolo che combattono il disagio. Nella prospettiva di normative più evolute delle
attuali, si ricorda che il disegno di “legge-quadro” per lo “spettacolo dal vivo” (promosso, in ottica “bi-partisan”, da Gabriella Carlucci dell’Udc ed Emilia De Biasi del Pd), approvato all’unanimità dalla Commissione Cultura della Camera dei Deputati il 18 dicembre 2012 (proposta di legge decaduta con la conclusione della XVI legislatura), tra i princìpi che sovrintendono all’azione pubblica in materia di spettacolo dal vivo, espressamente includeva: « la promozione delle finalità sociali dello spettacolo dal vivo anche come strumento di relazione fra le culture e di interculturalità, di sostegno nelle aree del disagio fisico e mentale e di presenza negli istituti di prevenzione e di pena per favorire il recupero e il reinserimento sociale. »
(art. 2, comma 2, lettera c.).

[“Legge quadro per lo spettacolo dal vivo”: Testo unificato Atto Camera n. 136 Carlucci (presentata il 29 aprile 2008), e abbinate, C. 459 Ciocchetti, C. 769 Carlucci, C. 1018 Froner, C. 1156 Ceccacci Rubino, C. 1183 De Biasi, C. 1480 Zamparutti, C. 1564 Giammanco, C. 1610 Zazzera, C. 1849 Rampelli, C. 1935 Caparini, e C. 2280 Goisis.]